23 ottobre 2021

Come riconoscere le intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari sono conseguenza della reazione del corpo dovuta alla carenza di un enzima che è deputato alla digestione di uno specifico elemento nutritivo: per fare un esempio, negli individui intolleranti al lattosio c’è un deficit della lattasi, ovvero l’enzima deputato alla digestione del latte.

Le intolleranze sono, in sostanza, conseguenza di un deficit di metabolismo del principio al quale si è intolleranti. In poche parole, se si mangia uno specifico alimento, non si riesce a metabolizzarlo e ha luogo un malassorbimento che porta a sintomi come meteorismo e diarrea.

È come se l’alimento assunto restasse nel corpo, e quindi non venisse né digerito, né metabolizzato, portando ai sintomi che andiamo a trattare di seguito.

Come riconoscere un’intolleranza

Le intolleranze alimentari possono portare a diversi disturbi, specialmente a livello gastrointestinale, in alcuni casi a livello dermatologico e, in altri più rari, anche a livello respiratorio.

Un’intolleranza si differenzia da un’allergia, in quanto i sintomi non si presentano violentemente subito dopo l’assunzione degli alimenti, ma possono palesarsi nel tempo. Per ciò che concerne il sistema digerente, possono presentarsi gonfiore addominale, meteorismo, afte, non avere fame, nausea, stitichezza o diarrea. Inoltre, le intolleranze alimentari possono portare a ritenzione idrica, repentini cambiamenti di peso, gastrite, sindrome dell'intestino irritabile o colite.

Tra i sintomi respiratori delle intolleranze alimentari troviamo raffreddori e altre infezioni ricorrenti delle vie aeree. Dal punto di vista della pelle, possono palesarsi dermatiti, orticaria, acne e altri tipi di eruzioni cutanee.

Diagnosi

Gli esami per appurare se si è intolleranti sono di tre tipi:

  • Il Dria test: che va a identificare una eventuale alterazione negli sforzi muscolari dopo l’assunzione di un alimento, data la correlazione tra diminuzione della tensione muscolare e intolleranza.
  • Il test citotossico: si esegue con prelievo di sangue e va a individuare eventuali modificazioni nei globuli bianchi che vengono coinvolti nella reazione all'alimento cui si è intolleranti.
  • Il Vega test: analizza la reazione all'alimento grazie all’ausilio di fialette collegate ad elettrodi.

Se si è intolleranti a qualche alimento, l'unica maniera per evitare la sintomatologia che ne deriva è la sospensione dell'assunzione di quell'alimento per circa 6-9 mesi, che è il tempo che l'organismo necessita per depurarsi.

Se desideri approfondire l’argomento oppure porre semplicemente qualche domanda, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà felice di risponderti.


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